( foto tratte da "Wikipedia" e "Wikimedia Commons"))
Negli affreschi realizzati da Pietro Perugino, Domenico Ghirlandaio, Sandro Botticelli, Cosimo Rosselli e Luca Signorelli e aiuti sulle pareti della Cappella Sistina si trovano, come hanno già sottolineato numerosi studiosi, costanti e dotti riferimenti alle Sacre Scritture e a scritti teologici di varie epoche, soprattutto riferibili al mondo francescano, ma anche molti riferimenti alla storia contemporanea, a Sisto IV e in particolare agli avvenimenti che lo hanno visto direttamente o indirettamente protagonista. Come hanno dimostrato Heinrich Pfeiffer e Sergio Rossi, con conclusioni opposte, tra questi ha un ruolo predominante la Congiura dei Pazzi, che viene riecheggiata in particolare nelle scene delle due Tentazioni (le Tentazioni di Mosé e le Tentazioni di Cristo) poste una di fronte all’altra e in quella della Punizione dei ribelli.
Marco Bonechi propone di vedere nella rappresentazione di alcuni personaggi dagli evidenti tratti africani il riflesso di un’importante ambasceria etiope giunta a Roma nel novembre 1481, legata alla fondazione di Santo Stefano dei Mori.
Secondo Bonechi la città sullo sfondo della Traversata del Mar Rosso è Costantinopoli (M. Bonechi, “Costantinopoli mai vista. La città dell’Attraversamento del Mar Rosso di Biagio d’Antonio nella Cappella Sistina in Vaticano”)
Se accettiamo per vere queste ipotesi (come io sono propensa a fare), dobbiamo ammettere che sarebbe quantomeno incongruente che nella Cappella non ci sia alcun riferimento a uno dei fatti storici più importanti del pontificato di Sisto IV, ovvero la conquista di Otranto da parte degli ottomani guidati da Gedik Ahmet Pascià l’11 agosto 1480 e soprattutto la liberazione della città il 10 settembre 1481 da parte delle truppe napoletane guidate dal duca Alfonso di Calabria.
Alcune somiglianze tra la città dipinta sulla destra nello sfondo dell’affresco di Domenico Ghirlandaio “La vocazione dei primi Apostoli” (dipinto proprio nel 1481/82) e la città di Otranto mi fanno propendere per una identificazione idealizzata con questa città. Il tema della chiamata degli Apostoli, d’altra parte, sarebbe perfettamente congruente con quello della chiamata a raccolta dei principi cristiani nella bolla con cui Sisto IV invitò a una Crociata per salvare la città e la cristianità stessa dal pericolo turco.
La città rappresentata si presenta circondata verso il mare da imponenti mura, come Otranto è a tutt’oggi
All'interno delle mura si vedono, come a Otranto, due chiese principali (la Cattedrale e San Pietro) e il castello.
Otranto in una rappresentazione di Giovanni Battista Pacinelli, stampata a Napoli nel 1703; da Wikimedia Commons
(Immagini tratte dal sito "Corte del Salento")
Più in alto si vede un secondo castello, come si vede in diverse stampe di fine '400/inizio '500 che rappresentano la città (immagine tratta dal sito "Fondazione terra d'Otranto") https://www.fondazioneterradotranto.it/2017/08/13/le-quattro-piu-antiche-mappe-stampa-otranto-forse-1/.
La chiesa in secondo piano potrebbe essere l'importantissimo monastero basiliano di San Nicola di Casole, grande centro di cultura distrutto proprio dai Turchi nel 1480.
Sullo sfondo il promontorio turrito ricorda la "torre di coccoruccio" citata in varie mappe antiche con nomi diversi.